Mondi Paralleli – 20 Agosto 2006

I’ll be an heroooo
La cosa migliore da fare era preparare la roba per pa
rtire.
Tirava vento; e dalla finestra della mia camera pote
vo scorgere un albero scosso dal vento e una foglia in p
articolare,
era sul ramo più lungo e quindi la più lontana di tu
tte, che si dimenava scossa dal vento… sembrava impazz
ita; era
come se volesse staccarsi dal quel ramo e volare via… pre
paravo la roba e sapevo che quei momenti erano gli ul
timi
momenti che vivevo a monaco… molti sono già andati
via e io, come gli altri, nn potevo sfuggire a quel
destino…
cominciavo a pensare a tutti i momenti felici e infel
ici passati; nel bene e nel male con tutti: “Ana(la sua
forza e la sua
debolezza sono un turbine di emozioni senza fine), Mai
te(nn mi dimenticherò mai la sua dolcezza), paolo, fi
lippo, fabrizio,
guido, simone, nico, toni, casa milano, celeste, alessandr
a, il gruppo degli spagnoli, gli svedesi, elaine, le
americane,
il mio amico serbo, faouzi, il gruppo TUM, le serate a
lla kultfabrik, soul city, 4004, HB, stustaculum, i mondia
li,
gli stammtisch, i viaggi, l’infinità di posti frequent
ati e persone conosciute, ecc.” era tutto finito e piang
evo… piangevo
con rabbia dovuta al dolore che sentivo nel petto… p
iangevo e tiravo pugni contro l’armadio… fuori il
vento
era ancora più forte e la foglia sul ramo più lungo o
rmai si agiatava impazzita come uno psicopatico costretto
alla
camicia di forza… voleva staccarsi dal ramo e volar
e via… voleva solo quello ma nn poteva farlo… in
tanto cominciavo
a sentire dolore sulle nocche, ma anzichè placarmi colpi
vo sempre più forte facendomi ancora più male, accecato
da
una follia senza senso… cosa mi spingeva a farmi del ma
le? La rabbia e il rimorso perchè lasciavo tutto? Il n
n aver
concluso tutte le mie aspettative? La consapevolezza che n
n avrei più rivisto quasi tutti? … intanto nella
mia mente,
immagini e emozioni di una vita si rincorrevano ad un
ritmo sfiancante; erano così veloci che nn riuscivo ne
mmeno a
focalizzarle e intanto colpivo sempre più rabbioso. Poi
ad un certo punto, in un attimo di lucidità, gli occhi
mi cadono
sulla foto di mia madre… era lì, vicino a me sorrid
ente… Delle fotografie che ho di mia madre, quelle
in cui sorride con
una espressione felice sono davvero rare e ci sono sempre
io… tutto mi fa capire che io ero una delle poche co
se
che la rendevano felice… mi fermai di colpo e pensai
che ero uno stupido perchè mia madre nn avrebbe mai v
oluto
che io mi facessi del male in nessun modo, tantomeno in
quel modo stupido… mi guardai la mano livida e cerca
vo
perdono nello sguardo sorridente di chi mi ha voluto b
ene sopra ogni altra cosa… la mia mano tremava come
terrorizzata
da quell’implacabile rabbia… tremava come una fogli
a… guardai dalla finestra e capii che quella foglia
nn
voleva affatto fuggire ma era terrorizzata dall’ide
a di staccarsi… aveva paura… paura di un futuro
incerto… paura di
prendere ciò che gli era più caro… paura di perdersi.
.. paura perchè era sola sul ramo più lontano… Allo
ra conclusi: la
rabbia è paura. L’orizzonte è in uno sguardo felice e
sorridente.
Era ora di finire di soffrire e puntare dritto all’o
rizzonte.

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